Il 24 ottobre 2026 l'Archeodromo di Poggibonsi apre una nuova e importante pagina della propria storia con l'inaugurazione dell'ampliamento del villaggio altomedievale, un progetto che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento nazionale per la divulgazione archeologica e la valorizzazione del patrimonio storico.
Nato dall'incontro tra ricerca scientifica, progettazione culturale e partecipazione del territorio, l'Archeodromo è un vero e proprio museo all'aperto, un luogo dove il passato prende forma e diventa esperienza diretta. Promosso dal Comune di Poggibonsi e dalla Cattedra di Archeologia Medievale dell'Università di Siena, in collaborazione con Archeotipo srl e le associazioni Started e Arché, il sito ricostruisce in scala reale il villaggio carolingio emerso dagli scavi archeologici di Poggio Imperiale.
L'obiettivo è ambizioso quanto affascinante: trasformare le testimonianze rinvenute nel terreno in un racconto accessibile a tutti, creando un ponte tra la ricerca accademica e il grande pubblico.
La prima inaugurazione risale all'ottobre 2014, quando prese forma il nucleo iniziale del villaggio. Fin dall'inizio l'Archeodromo è stato concepito come un museo in continua evoluzione, un cantiere permanente nel quale ogni struttura viene realizzata sulla base delle evidenze archeologiche, dei confronti storici e della sperimentazione delle tecniche costruttive dell'Alto Medioevo.
Nel gennaio 2016 un secondo intervento ha ampliato gli spazi dedicati alle visite, alle attività didattiche e alla sperimentazione, consolidando il ruolo dell'Archeodromo come laboratorio di ricerca e divulgazione.
Negli anni successivi il villaggio è cresciuto grazie agli investimenti pubblici, al contributo di professionisti e all'impegno delle associazioni coinvolte. Alle prime capanne si sono aggiunti edifici abitativi, strutture artigianali e spazi destinati alla preparazione e conservazione degli alimenti, fino a ricostruire uno spaccato realistico della vita quotidiana di una comunità rurale del tempo di Carlo Magno.
Con la nuova inaugurazione del 24 ottobre 2026 il villaggio raggiunge una dimensione ancora più significativa. Oggi l'Archeodromo conta quindici strutture tra abitazioni, edifici produttivi, laboratori artigianali e infrastrutture di servizio, il tutto racchiuso da una grande palizzata che restituisce l'immagine di un insediamento altomedievale vivo e credibile.
L'Archeodromo continua così a distinguersi come un museo in movimento, dove la ricerca universitaria diventa patrimonio condiviso e la conoscenza si costruisce attraverso l'esperienza diretta. Un luogo in cui il visitatore non si limita a osservare reperti, ma entra letteralmente nella storia.
Uno degli aspetti più caratterizzanti del progetto è infatti la presenza di archeologi e operatori specializzati che accompagnano il pubblico attraverso attività di living history. Abiti, utensili, tecniche di lavoro e gesti della quotidianità vengono raccontati e mostrati partendo dalle evidenze emerse dagli scavi, distinguendo chiaramente ciò che è documentato da ciò che resta ancora oggetto di studio e interpretazione.
Il dialogo con i visitatori diventa parte integrante dell'esperienza. Domande, osservazioni e confronti contribuiscono a rendere ogni visita unica, trasformando il museo in uno spazio aperto alla partecipazione e alla scoperta.
Non a caso il titolo scelto per le giornate inaugurali del 24 e 25 ottobre è "Un villaggio, mille storie". Un tema che sintetizza perfettamente l'anima dell'Archeodromo: dietro ogni edificio ricostruito si nascondono persone, attività e relazioni che hanno caratterizzato la vita quotidiana di oltre mille anni fa; dietro ogni struttura prende forma un lungo percorso di studio che dalle tracce conservate nel terreno arriva fino al racconto rivolto al pubblico di oggi.
L'inaugurazione del nuovo Archeodromo sarà quindi non soltanto un momento di festa per la comunità di Poggibonsi, ma anche l'inizio di una nuova fase per un progetto che ha saputo trasformare l'archeologia in esperienza e partecipazione. Un viaggio nel tempo che continua a crescere, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di toccare con mano la storia del Medioevo toscano.